Libro caffè

Libro caffè
Per chi volesse partecipare ricordiamo che la data del prossimo appuntamento è giovedì 6 giugno alle ore 20.30 presso CasaMoro e il titolo del libro scelto Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Goernsey di Mary Ann Shaffer.


Autrice
Mary Ann Shaffer ( americana 1934-2008 ) , è stata libraia, bibliotecaria e editor di una piccola casa editrice , questo è il suo unico romanzo ma non riusì c' a portarlo a termine perche si ammalò gravemente, lo fece per lei la nipoteeAnnie Barrows autrice di libri per bambini.


Trama
Una giovane giornalista di successo per caso inizia una corrispondenza con un gruppetto di abitanti dell'isola di Guernsey - siamo nel 1946 –membri del Club del libro e della torta di bucce di patata e che hanno vissuto sotto l'occupazione tedesca durante la guerra . Un commedia brillante in forma epistolare che mostra come i libri possano salvare la vita.


Feedback del 4 aprile 2019

Nell'incontro di marzo il gruppo di lettura condivisa si è cimentato con il mitico "Frankenstein", prometeo moderno nell'epoca romantica. Il libro ci sorprende subito perché per noi –deviati dalle narrazioni cinematografiche – Frankenstein era il nome alla creatura mostruosa e non quello del suo creator. Inoltre nonostante i suoi 200 anni è un testo piacevolmente scorrevole, dalla bella scrittura chiara e limpida benché nella trama ci siano momenti d'improbabile realtà; si resta così coinvolti nell'ambientazione e dalle emozioni che la lettura corre veloce. Incuriosisce anche la vita alquanto liberale e tragica dell'autrice Mary (Goewin) Shelley che appena diciannovenne scrisse il libro. L'opera nasce come passatempo in una singolare tenzone tra grandi personalità romantiche: P.B, Shelley, Lord Byron e Polidori e che solo lei porta a termine dando inizio a quel cammino di successo che è riuscito ad arrivare sino a noi. Un libro questo che contiene il respiro romantico che quella "compagnia" viveva, ma incorpora anche altro. Dal romanzo gotico da cui diparte, abbandona la categoria del terrore soprannaturale trattiene quella dell'orrido che promana pero qui dalla descrizione di fatti concreti, questo incute paura, il "sublime"poi dell' ambientazione aiuta. Sono fatti suggeriti dalla potenzialità della scienza , anticipatrice questa di romanzi futuri quelli che oggi chiamiamo di "fantascienza". C'è anche un altro aspetto in nouce forse in questo romanzo: partendo dal soggettivismo, attivo ideale romantico questo paradossalmente va contra-endosi in riflessione portando i due personaggi principali a un interno che sa di "psicologia".
La storia è molto conosciuta ed è racchiusa tra virgolette nelle lettere che un giovane esploratore romantico in viaggio verso il Polo Nord scrive - dopo averla ascoltata dalla voce del morente dott. Victor Frankenstein in quel luogo incontrato- alla sorella. Comincia da un'infanzia felice in una bella proprietà tra genitori amorevoli, nell''intelligenza curiosa d'un adolescente che si propone grandi ideali da attuare grazie alla scienza. Ci sono nuove conoscenze scientifiche che aiuteranno il suo ingegno a portare a compimento un grande progetto quello "di ricreare la vita"; questo il suo impegno ideale da donare all'umanità: una nuova specie, molti esseri felici e perfetti che avrebbero dovuto a lui la loro esistenza. Vi lavora alacremente tra cadaveri e galvanismo riuscendo a "infondere calore vitale" a una creatura nuova. Solo allora la vede e inorridisce, un essere gigantesco dalla pelle gialla che a malapena copre l'intrico di muscoli e arterie "suoni inarticolati uscivano dalla bocca" un essere Mostruoso lo guarda e il creatore ne ha tanto orrore da fuggire e poi cadere a lungo ammalato. Anche la creatura scappa e si rifugia in un bosco. E' un neonato che presto impara a sopravvivere e dal canto degli uccelli ad apprezzare la bellezza nella vita. Ma ha sperimentato il rifiuto dell'uomo, sa di essere mostruoso e si nasconde in un capanno adiacente a un casolare e, lì lui spia la piccola famiglia sfortunata, amorosa e colta che vi vive. Ascolta e vede gentilezza e affettuosi gesti, impara le parole e a leggere libri importanti e formativi di Plutarco, Milton, Goethe. La sua intelligenza è acuta, velocissima e sono sentimenti buoni quelli che lui prova; considera quella la sua famiglia e desidera esserne accolto. Lui è solo e brutto ma spera, quelle sono belle persone e ha capito che la loro sfortuna deriva da un gesto di generosità. Pensa di poterlo fare ma quando avrà le parole per spiegare tutti scappano spaventati e in lui la rabbia vendicativa farà capolino. La casa ormai vuota andrà a fuoco e il Mostro si metterà in viaggio per ritrovare suo padre di cui conosce il nome - ha trovato un diario nel mantello che portava alla sua fuga- dentro tutta la gestazione della sua nascita. Ferite dolorose e risentimento per quel padre che lo rinnega lo spingono in cammino vuole risvegliare responsabilità. Questa Creatura Mostruosa però è ancora capace di bontà, salva una bimba dall'annegamento ma una fucilata ne è la ricompensa. Quando finalmente arriva nei pressi della dimora del suo Creatore avviene l'omicidio del fratellino di Frankenstein che lo sbeffeggiava e minacciava, lui l'aveva rapito solo perché sperava che un bimbo potesse ancora accettarlo come amico. Ma saltiamo pezzi di questo conosciuto racconto, non parliamo delle tante innocenti vittime immolate dalla vendetta del Mostro, andiamo verso la fine. Quando Victor Frankenstein, il creatore sentendosi autorizzato alla vendetta divina inizia la danza estenuante dell'inseguimento, quel rincor-rersi a due lungo terre fredde e ghiaccio che lo condurrà stremato alla morte lasciando al capitano Walton l'onere, se lo ritenesse giusto, di portare a termine il compito di uccidere il Mostro. Non sarà necessario, la Creatura, il mostro ritenendosi colpevole della morte del "padre" si darà fuoco per trovare pace alla sua infelicità.
In quest'opera antica, emozionante a tratti angosciante i lettori si sono schierati in gran parte con la Creatura
Suscita tenerezza questo "mostro cattivo" rifiutato da tutti, ha sperimentato il male degli altri su di sé, tutti si sono fermati alla sua apparenza mentre lui voleva un nome dal padre e ricevere affetto. Irresponsabilità di un padre noncurante che prova solo orrore per la bruttezza e i balbettii della sua creatura. Eppure quell'essere mastodontico dal cuore di bimbo, tenero Adamo dall'intelligenza vorace che non vuole la solitudine, lui all'inizio conosceva solo la bontà e ora riconosce quel bene tramutato in male "l'angelo caduto diventa un diavolo maligno" ma continua a chiedersi perché gli altri innocenti abbiano peccato nei suoi confronti. Un concatenarsi di eventi e disperazione lo porterà –. Frankenstein ha distrutto la creatura femminile e mostruosa che doveva consolare la sua solitudine- alla continua tragicità della vendetta per l'ingiustizia patita. Vendetta della Creatura e Vendetta divina del dott. Frankenstein privo di rimorso verso il mostro creato e che ancora nel morire persegue. E' questi un personaggio molto malvisto dai lettori, l'hanno considerato debole vile - cade sempre provvidamente malato nei momenti difficili- e fuggitivo nella responsabilità. Osserviamo con più attenzione questo moderno Prometeo romantico: vuol davvero solo vendicare i suoi cari? Non proprio cos forse. Il gran rimorso che lo fa muovere, lo consuma e tremendamente lo fa soffrire esula sì ed è distante dalla povera mostruosa creatura ma è il rimorso grande di un creatore che ha commesso un errore che potrebbe recare pericolo all'umanità tutta, non può permettere il perpetrarsi di questa razza mostruosa e pericolosa. Ecco perché non ha portato a compimento la creatura femminile, è il suo rimedio. E' divina poi la sua vendetta per la malvagità della creatura malriuscita.
Che questo testo sia in parte -prendendo spunto da John Milton- un'accusa velata verso un Creatore che non si cura fino in fondo delle creature? Forse l'autrice sente la solitaria libertà della piccola creatura capace di crescere se stessa nell'ambiguità del bene e male che lo impasta? Troviamo anche in Frankenstein e nel Mostro il segno del "doppio", quello scambio di emotività e intelligenza che passa dall'uno all'altro e la morte di entrambi sembra sancire. Ma si potrebbe anche azzardare in quest'opera, nata da un'apparizione terrorizzante apparsa in sogno a un'adolescente dalla fervida immaginazione, qualcosa attinto dal pozzo femminile di un inconscio che mescola ragioni:q1uelle nate dalle influenze liberali e femministi respirate dall'autrice nella famiglia d'origine, quelle romantiche del marito- poeta Shelley, l' esperienza di figlia orfana in culla unita a quella di giovane madre che un figlio ha perduto. In un lavorio difficile che cerca la via per arrivare all'equilibrio di bisogni conflittuali e necessari alla persona,a... Mary? Resi visibili questi nel romanzo dai due protagonisti: in Victor Frankenstein nell'autorealizzazione cercata nell'aspirazione costruttiva di un bene per l'umanità e nel suo doppio, la Creatura senza identità, l'affetto che sancisce nel primo riconoscimento il permesso di esistere.
E se nel dibattito abbiamo leggermente sfiorato ciò che riguarda la scienza e l'etica del limite soffermandoci più sulla diversità perché ancor oggi si fa specchio della forte sofferenza dei non accolti in un perpetrarsi di dolore che l'avarizia consegna e imbriglia in paure che alimentano il male.

 
Il Centro per la famiglia “Casa Moro” è un'iniziativa realizzata
con il contributo della Regione del Veneto Assessorato alle Politiche sociali, Volontariato e Non profit
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