Libro caffè

La data del nostro prossimo appuntamento è giovedì 3 ottobre alle ore 20.30 presso Casa Moro e il titolo del libro scelto é: Il processo di Franz Kafka.


Trama
A Josef K, un giovane impiegato di banca viene notificato di essere in arresto per una colpa misteriosa, il giovane cerca di difendersi ma non riesce neppure a sapere precisamente di che cosa essere accusato. La macchina processuale a poco a poco invaderà tutta la sua esistenza finche solo e abbandonato da tutti accetterà di soccombere.


Autore
Franz Kafka ( Praga 1883-1924) figlio di un agiato commerciante ebreo, dopo la laurea s'impiegò in un ente pubblico e vi rimase sino a due anni prima della sua morte dovuta alla tubercolosi. Scrisse tre romanzi :America, Il processo, Il castello e un gran numero di racconti.


Libro caffè - feedback 1.08.2019
Il gruppo di lettura conversa, in una calda serata d'agosto, sull''opera antica, per tanti un libro del cuore, "Oliver Twist" l'orfanello il cui nome deriva dalla lettera O; cresciuto all'Ospizio, malnutrito e maltrattato, ceduto a 9 anni con 5 sterline d'accompagnamento a un impresario di pompe funebri. Offese e maltrattamenti ancora lo decidono alla fuga. S'incammina, il piccolo Oliver, in una strada sconosciuta puntellata da ciottoli di bene e male arrivando sino alle sue radici, a un porto sicuro, ancora intatto nella sua bontà innocente. Null'altro andremo a dire degli avvenimenti che si susseguono in questo notissimo romanzo pubblicato nel lontano 1837, le cui plurime riduzioni cinematografiche hanno fatto conoscere ulteriormente. L'autore del romanzo è il grande Charles Dickens che lo pubblicò a puntate nella rivista, ove lavorava, che ne condiziona la scrittura- a fine capitolo è necessaria l'avvincente "suspence"- mentre la trama diviene arzigogolata. Lo stile scorrevole rende piacevole la lettura, ricca di emozioni e dalle descrizioni ambientali riuscitissime. Incontriamo grazie alla sua penna una Londra antica e fuligginosa, dai vicoli oscuri e maleodoranti, una città pericolosa dal fascino minaccioso e poi il respiro di una campagna aperta e serena. Ma è altro quello che il "filantropo" Dickens per tal via vuole mostrarci: egli denuncia con grande ironia, a volte un po' di sarcasmo un perbenismo borghese ipocrita, la malversazione nelle Istituzioni, corruzione e disu-manità nelle Opere di carità cristiana e una Giustizia violenta, crudele, che si abbatte sulle classi emarginate abbandonate entro un malaffare necessario spesso per la loro sopravvivenza. Infine l'incapacità di diversificare un bimbo dall'adulto. Ecco dunque come l'autore rende un bambino nella sua innocenza il protagonista di quest'opera. Lo fa in un girotondo di male e bene che si chiude però in un lieto fine che sa di favola in cui la vera giustizia equilibra e dona speranza.
I personaggi sono moltissimi e le loro storie sono nastri sottili che vanno a intrecciarsi a quello lungo di Oliver. Con troppe coincidenze, vien detto, ma noi lettori ci siamo lasciati andare in quest'altalena di cattiveria e bontà assieme ai personaggi che sono stati dall'autore fortemente suddivisi. Essi caratterizzano, infatti, vizi e virtù sin nell'aspetto e abbigliamento- la prostituta Nancy ad esempio con la faccia pulita, un grembiale casalingo, il cestino per la spesa, si mostra fanciulla perbene-. S'è notato poi che i buoni predominino nella classe borghese -abbiamo esempi anche di estrema e vicendevole generosità nei due giovani innamorati Rosi e Hanry ,disposti a rinunciare l'una all'amore, l'altro alla carriera, sacrifici indotti dai pregiudizi di onore e di status che loro epoca imponeva. Trai tanti buoni il cattivo è Monks dalla faccia segnata, il fratellastro di Oliver, che prosegue in quell'odio e vendetta iniziato dalla madre. Tanti i cattivi nella variopinta picaresca classe inferiore: ladri e ladruncoli, prostitute, ricettatori, spie come il gran manipolatore, il mellifluo avaro Faggin, l'assassino Spike interamente malvagio e la losca coppia piccolissimo borghese Mister Bumble e consorte. Solo un'anima bella: Nancy, la prostituta dal cuore buono, che spera per Oliver una bella vita e per questo sarà uccisa. Avrebbe potuto salvarsi perché la signorina Rose e il signor Browlow le avrebbero dato la possibilità di cambiare vita ma lei pur detestandola solo in quella sente Casa, ormai si considera irrimediabilmente bacata. Inoltre, aggiungiamo noi, degna solo del legame con Spike in quella dipendenza amorosa, malsana in una spirale di violenza che gioca a vittima-carnefice e che culminerà nella morte. Drammatico gioco questo che ancor oggi si rinnova. Rimanendo ancora entro a temi femminili è confortante sapere che molti dei drammi, vissuti dai nostri protagonisti nel qui e ora non sarebbero stati così devastanti, i matrimoni senza amore si chiudono ed è legittimo anche un figlio fuori del matrimonio. Non sarebbe stato così disonorevole: nessun brefotrofio, la famiglia non sarebbe fuggita lontano e il padre non sarebbe morto di crepacuore. Triste è comunque per il genere femminile osservare come l'onore maschile sia molto legato a un "corpo femminile" del quale è necessario gestire la sessualità. Tra le pagine del romanzo risalta l'importanza sociale d' avere una Casa, foss'anche l'abietta topaia dell'ebreo Faggin, un rifugio con parvenza di famiglia per quei piccoli delinquenti dalle vite sgangherate. Li assecondano quel bisogno d'essere visibili in un ruolo tra essi apprezzato, come dimostra il ladruncolo Briccone in Tribunale, con la sua strafottenza tiene banco ed è cosi coraggioso agli occhi dei suoi piccoli compari da meritare quella "gloriosa reputazione" di ladro con cui vuole essere ricordato. Fermiamoci ancora un po' in tribunale tra quella Giustizia che impartisce severe pene corporali e patiboli –ricordiamo che i ladri venivano impiccati- e i bambini considerati adulti e trattati parimenti, la novella scienza pedagogica era poco nota e nulla si sapeva delle fasi evolutive dell'infanzia.
Un piacere letterario particolare per alcuni quadri realistici che la penna di Dickens ha creato: entriamo in un sordido quartiere tra case marcescenti, lambite dalle acque scure e melmose di un canale del Tamigi, ci si ritrova poi mescolati alla folla tonante che segue al lume di torce la cattura di Spike e quel giusto castigo che involontariamente si auto infligge. Si sorride divertiti invece per quelli vivissimi in cui un uomo e una donna –accomunati da un truffaldino egoismo- si rivelano; ed ecco le circospette ed esilaranti manovre di un interessato mister Bumble che conta i cucchiaini d'argento mentre corteggia mielosamente la rispettabile vedova Corneyle, la virago mimetizzata. E l'altro in cui la novella sposa– appena due mesi- ora signora Bumble si rivela in tutta la sua potenza di carattere e brutale forza fisica dimostrando chiaramente che la "prerogativa di comandare" propriamente dell'uomo come tenta ricordarle mister Bumble a lei non si confà, dunque non obbedisce!
Ma direi di tornare alla bontà, come una lettrice suggerisce, quella che del libro vogliamo trattenere. La possiamo incontrare o possedere conservandone quel pizzico d'innocenza fiduciosa nelle avversità della vita.

 
Il Centro per la famiglia “Casa Moro” è un'iniziativa realizzata
con il contributo della Regione del Veneto Assessorato alle Politiche sociali, Volontariato e Non profit
Contributo Regione Veneto  Veneto Famiglia