Libro caffè

Libro caffè

Per chi volesse partecipare, ricordiamo che la data del nostro prossimo appuntamento è il 5 giugno alle ore 20.30 presso CasaMoro, il libro adottato è Due di Irene Nemirovsky.

 

Autore

Irene Nemirovsky nasce a Kiev nel 1903 e muore a Aushwitz nel 1942, la sua famiglia si era rifugiata in Francia dopo la rivoluzione d’Ottobre, è autrice di molti romanzi e racconti che negli anni Trenta riscossero enorme successo. Nel 2004 è stata oggetto di una clamorosa riscoperta grazie a Suite francese, romanzo inedito per il quale ha ricevuto a titolo postumo il Prx Renaudot. Due esce nel 1936.

 

Trama

I sentimenti d’amore dei giovani sopravvissuti alla Grande Guerra,le loro lotte interiori, la sofferenza che conduce all’amore coniugale visto come approdo sicuro e quieto.

 

Feedback 8 maggio 2014.

Dopo le ultime sostanziose letture il gruppo, bisognoso di leggerezza, ha optato per un libro di Patrick Dennis, Zia Mame e risate e sorrisi non sono mancati. Libro comico e ottimista, con un susseguirsi di situazioni esilaranti che volgono sempre al meglio, la cui scrittura seppur semplice presenta molte   citazioni colte atte al   setting anticonvenzionale ed eccentrico in cui i protagonisti si muovono. Una leggiadra ironia che attraversa ambienti sociali – sempre molto ricchi- irridendo ogni razzismo, volgarità e ipocrisia. Così, divertendoci,abbiamo ri-raccontato alcune avventure di quest’inusuale eroina, i cui comportamenti e modi d’agire creano azioni e dialoghi spassosissimi. Zia Mame, educatrice per caso e non del tutto irreprensibile, è indubbiamente un pifferaio magico per bimbi e non, ma soprattutto per sé stessa. Elegantissima, bella e vulcanica , colta e irriverente , dotata di un’intelligenza all’avanguardia, mescola furbizia e sciocca ingenuità, lei infatti non si confronta e non ascolta veramente nessuno. Affabulatrice, sempre al centro dell’attenzione, è spinta da un’inesauribile energia volitiva ma adolescenziale che la rende sfuggevole e per questo affascinante. L’abbiamo vista incantevole e spericolata: amazzone dai capelli al vento fortunatamente incastrata entro la sella e trascinata al galoppo sopra un cavallo pazzo; o imbarazzata donna matura, mentre impersona una giovinetta che si nasconder nella camera del nipote per salvarsi dalla perquisizione notturna nel Campus universitario. E’ ridicola, nella sua sbadataggine, quando è costretta a danzare sul palcoscenico quell’ assurdo minuetto “di spalle” avvolta dallo scampanellio dei suoi molti braccialetti impigliatisi nella pelliccia posta sulle spalle alla prima attrice da lei stessa. L’abbiamo ammirata per come acutamente è riuscita a glissare il matrimonio di Patrick salvandolo dai “daiquiri “, dal suocero, dal razzismo che lei riesce magistralmente a volgere in sberleffo, insomma da tutta quella volgare mediocrità. Abbiamo sorriso per la mostruosa,“gassosa” suocera sudista e per l’esilarante scena di educazione liberale in cui insegnanti e bambini nudi, mimando i pesciolini, inseminavano le uova. Molta comicità anche nell’accanito fervore con cui   zia Mame salvaguarda la gravidanza della sua ex-segretaria ma anche per il modo assurdo in cui il nipote viene usato mettendone a repentaglio il diploma. Ma forse noi siamo ancora troppo tradizionalisti!! Molti cambiamenti e molti anni sono trascorsi, zia Mame   ha vissuto con autentica sincerità tanti ruoli, interpretando vari personaggi rimanendo però fedele a sé stessa, immutabile nel movimento circolare in cui l’abbiamo conosciuta: vestita di seta giapponese e trent’anni dopo, avvolta in un magnifico sari indiano. Questa sua camaleontica capacità di rimanere sempre fuori dalle righe seduce ora anche il figlioletto di Patrick e così anche lui come il padre scriverà   parole inusuali in un bloc-notes dalle pagine gialle. Perché lei, custodisce in sé l’immutabile adolescenza di Afrodite d’Oro, zia Mame è libera a tutte le scelte ma purtroppo o per fortuna non si ferma mai a quella che indica una definita maturità.

 
Il Centro per la famiglia “Casa Moro” è un'iniziativa realizzata
con il contributo della Regione del Veneto Assessorato alle Politiche sociali, Volontariato e Non profit
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