Libro caffè

Libro caffè

Per chi volesse partecipare ricordiamo che la data del nostro prossimo appuntamento è il 6 novembre alle ore 20.30 presso Casa Moro, il libro adottato è Dove nessuno ti troverà di Alicia Giménez Barlett.

 

Autore

Alicia Giménez Barlett è nata ad Almansa nel 1951, è la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado. Ha anche scritto opere di narrativa non di genere

 

Trama

Un romanzo d'indagine nella Spagna, degli anni cinquanta del secolo scorso, alla riscoperta di un personaggio realmente esistito: La Pastora, , donna partigiano e bandito dall'incerta identità sessuale e accusato di ogni genere di delitto. Per motivazioni diverse la ricercano, tra le montagne e la provincia di una Spagna sordida e triste,un medico parigino studioso di menti criminali e un giornalista spagnolo,.

 

Feedback del 2 ottobre 2014

Con pacatezza, una critica curiosa e qualche sorriso, il gruppo di lettura ha parlato dell'unico romanzo realista e intimista, Norvegenian Wood, di Haruki Murakami. Usualmente autore di mondi paralleli, fantastici e magici, in questo libro lievemente sfiorati nel mondo ombroso del disagio mentale. Un'opera questa che contiene reali sofferenze fisiche, dell'anima e della prima giovinezza trascritte con parole quiete e leggere. La scrittura armoniosa, accompagnando i personaggi in quotidianità solitarie, fatti drammatici e sincerità dell'IO li rende amabili, trasformando il lettore in uno spettatore irretito da sottili sfumature di raffinata sensibilità e non da viscerali emozioni. Un libro avvolto in silenzi ovattati e musicalità, il piacere del cibo a noi sconosciuto. Il nostro "essere occidentali" fa emergere divergenti considerazioni, sebbene ci sentiamo "a casa" in questa Tokio occidentalizzata intrisa di musica, libri, films, ambienti e bevute che sono parte della " nostra" cultura, la distanza c'è e si percepisce. I personaggi manifestano una pudica sincerità dell'animo e una semplice impudica naturalezza del corpo che si discosta da noi. Infatti, i comportamenti sessuali, che sono parte integrante del libro, sono stati per alcuni di noi causa d'imbarazzo o di ripensamento, per altri di benevole invidia. Qui la sessualità è descritta con schiettezza pulita, vissuta al di fuori di qualsiasi pregiudizio da tutti i personaggi e se a volte in essa emergono concrete difficoltà queste non rimandano ad altro che alla persona stessa. Quando vi sono esagerate esigenze queste vengono soddisfatte, chi invece lega la sessualità ad un amore idealizzato la può posporre, se invece essa è vissuta come unica esperienza perfetta la si può trasformare e considerare come un assoluto non più ripetibile. C'e comunque una volontà individuale o una capacità di controllo, di distacco, insomma di gestirla con la testa , a volte, anche con generosità. Naoko trasforma dei "gesti" sessuali in un dono gentile dato a Toru, come del resto Toru che controllandosi riesce a regalare "solo" il calore del suo corpo a Midori. Ma l'amore erotico può diventare paradossalmente momento catartico, punto di chiusura e rinascita da un lutto, ed ecco l'importante eccessiva notte che si concedono Toru e Reiko..... Reiko amica d'entrambi, vestita con gli abiti che Naoko le lascia. Non piace invece l'episodio saffico "subito" da Reiko, lo si è percepito come "un di più" anche per l' esagerata capacità manipolativa e sessuale attribuita ad una ragazzina di tredici anni. Di tutti i protagonisti abbiamo subito il fascino, persino del cinico determinato "gentiluomo" Nagasawa; c'era in loro una sincerità mischiata di pudore e riserbo che permetteva loro di non rovesciare sugli altri sofferte interiorità. Qualche lettore ha trovato Toru troppo accomodante e disponibile nell'assecondare la volontà altrui da sembrare indifferente, non sembra interessato nemmeno a ciò che studia, ma non è proprio così egli si da e attiene a regole che strutturano il tempo di una quotidianità disincantata, egli è un adolescente che cerca e vuole fare la cosa giusta, questa è la sua regola base. Nagasava dice di lui " che guardava le cose in modo distaccato " , lui infatti ama meditare, da bambino non giocava con gli altri perché "non gli importava come andavano a finire" (i giochi)" e forse è proprio per questo che lui riesce ad "accettare sempre gli altri per quello che sono" , ed è questo l'aspetto che Midori ha più amato.

Questo bel romanzo prende avvio in una romantica cornice: melodiche note portano emozioni e con esse rivive nitido un verde paesaggio, una promessa "non dimenticarmi" unita al volto dolce e bello di Naoko che lentamente si ricompone. Ricompare un'adolescenza e i sentimenti dolci e amari che l'hanno attraversata.. L'impatto con la morte - l'amico Kizuki - allontana il protagonista dalla fanciullezza portandolo alla consapevolezza che essa è nella vita stessa perché con la morte di chi ti è caro essa si insinua anche nella tua vita. Poi il ri-incontro con la ragazza di Kizuki, l'attrazione per la fragile lunare Naoko, capace di vivere solo in un mondo appartato e delicato, in contatto con il mondo delle ombre. E' per Toru un amore puro e difficile ma egli non ne è scoraggiato perchè crede di riuscire a salvarla , di portarla con sé alla vita. C'è poi la sua solitudine, la difficoltà a fare amicizia e poi... l'incontro con Midori. L''incredibile estroversa ragazza che conosce la sofferenza ma che guarda al futuro con intatta speranza capace di indossare una minigonna mozzafiato per rinvigorire i poveri e depressi malati all'ospedale. Immaginifica, curiosa, splendente e vitale, lei è per Toru un'amica profonda e la sua necessaria realtà. Avviene cosi che la retta strada percorsa da Toru ora viene a diramarsi in un bivio: da un lato troviamo la strada dell'ideale, il puro sentimento capace di sacrificio, quel prendersi cura che aveva promesso, dall'altra invece la vita, la reale possibilità di condividere, l'invito di Midori di "rotolarsi assieme nel lettone e avere tre figli..". La saggia Reiko suggerisce di andare verso la vita, ed è sempre lei a dargliene l'opportunità, dopo la morte di Naoko e il rientro di Toru dal dolente viaggio di purificazione, con quello strano rito di passaggio che lo renderà vivo e libero di chiamare "l'infinitamente" paziente Midori

 
Il Centro per la famiglia “Casa Moro” è un'iniziativa realizzata
con il contributo della Regione del Veneto Assessorato alle Politiche sociali, Volontariato e Non profit
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