Libro caffè

 

Libro caffè

 

Per chi volesse partecipare ricordiamo che la data del nostro appuntamento è giovedì 9 luglio 2015 alle ore 20.30 presso Casa Moro, il libro adottato è: Amatissima di Toni Morrison.

 

Autore

 

Toni Morrison, scrittrice statunitense,  è nata nel 1931. Premio Nobel per la letteratura nel 1993, è considerata tra i massimi rappresentanti di narrativa afroamericana degli ultimi cinquant’anni, con Amatissima vince il Premio Pulitzer nel1988.

 

Trama

 

Un romaanzo di straordinaria intensità, che racconta la storia di Sethe , donna di colore che, negli anni precedenti alla Guerra Civile  americana, si ribella al proprio destino e si rifugia al Nord, verso la libertà. Un percorso drammatico attraverso l’orrore della schiavitù, la forza dell’amore materno e il peso di un indicibile segreto. Intrecciando mito e storia, leggenda e realtà.

 

Feedback  4 giugno 2015

 

Un’accogliente curiosità conduce il gruppo di lettura tra I maestri di Tuina, dell’autore cinese Bi Feiyu. E’ la Cina d’oggi che andiamo a incontrare, invasa  dai telefonini  e interessata ai soldi, ma siamo in un piccolo e particolare  microcosmo: il  Centro Maestri Non vedenti di Tuina  Sha-Zongqi.   Questi aspetti sono garanti di autonomia salvifica  per  i membri che la compongono.  Massaggi riequilibranti e  ora redditizi per  i  due soci, i professionisti, le addette all’accoglienza e la cuoca (le sole vedenti). Un mondo all’apparenza tranquillo, ripetitivo ed efficiente; 12-15 ore  (per loro normale!) di lavoro e poi tutti  nel comune alloggio suddiviso in dormitorio maschile e femminile. La scrittura   piacevolmente ironica,  chiara e fluida scorre girovagando tra i  tanti personaggi  a rivelare  cuori che serrano  emozioni e pensieri  - quel mostrare un volto sorridente mentre si è invasi dalla rabbia –.   C' è una girandola  di  piccoli gesti che intersecando  storie personali smuove ugualmente quel mondo  silenzioso che dalla regolarità trae sicurezza. Il silenzio è  anche nell’amore “…–isolamento nella quiete …che si trasforma in una veglia reciproca”- Vi sono scherzi fanciulleschi nei momenti di libertà e un gran toccarsi per sentirsi vicini, protetti e solidali-  bella è l' immagine  di  questi adulti che si tengono in fila per mano all’ospedale  o per strada. Dignitosi, onesti e fin troppo orgogliosi. Sarà un caso che i personaggi dalle “virtù” negative  siano i vedenti? L’interessata Gao Wei, la cuoca Jin con le sue preferenziali porzioni di montone e il delinquenziale egoista fratello minore del dott.Wang. V’è poi tra i ciechi del centro una bella diversità  comportamentale tra  chi la cecità  l’ha  contratta  nel corso della vita e chi invece ne è da sempre accompagnato. Il giovane Xiao Ma che la vista l’ha persa a nove anni, dopo un tentato suicidio, si è trincerato in un silenzio più spesso, non contatta il mondo di prima, controlla  le emozioni  e i pensieri degli altri per non aggiungere pena al suo soffrire. Sarà il profumo dei capelli di Xiao Kong , la cognata, ad aprirlo all’emozione e lui  ora “si perde e dimentica tutto il resto” fino ad  arrivare  a quello “sguardo pulito” che farà innamorare   di lui la prostituta Piccola Man e forse a riamarla.

 

Zhang Yiguang,  invece, è l’allegro “imperatore delle concubine”,  come gli piace definirsi,  ha  trentacinque anni e ha perso la vista in miniera… ma è rimasto  esuberante   e  invadente  tanto che gli altri ciechi nel  centro  pensano che  manchi  del  “ senso della misura” ;  sollevato dagli obblighi familiari oggi   è quasi felice.  Jin Yan è cieca quasi totale ma lo è diventata  progressivamente  permettendole così di incamerare quanto più poteva della bellezza, per lei sinonimo d’amore perché   -“è bello anche da vedere” incarnato nella cerimonia del matrimonio. Conserverà la sua illibatezza per una cerimonia   che dal mondo occidentale  conserva la splendida veste che premia il suo corpo  e da quello cinese  la rossa camera nuziale   che  esalta la sensualità. Gli altri protagonisti  sono da sempre nel buio della cecità  come la bellissima  e orgogliosa Du Hong,  così scettica del  mondo  da identificarlo con i  telefonini e le barzellette grasse dei clienti interessati alla sua bellezza. Già delusa da tempo, l’emozione che l’ha tradita al suo debutto come pianista le ha svelato  -quell’entusiastico ” Sublime”- e  le ha fatto comprendere quel  che realmente  il pubblico voleva da  lei:  la  capacità di farli commuovere. Per questo non accetta il generoso aiuto dei colleghi del centro dopo l’incidente del pollice spezzato e anche da lì se ne andrà. Povero Sha Fuming  “padrone”, innamorato  non corrisposto, rispettoso e generoso, e tuttavia così onesto da non favorirla perché ” nel lavoro non si può privilegiare” . Si è  infatuato di lei sentendone lodare la grande bellezza da quel famoso regista. Una bellezza così stimata suscita  grande curiosità  in lui che ha letto moltissimo per comprendere pur nel buio il mondo, eppure sa  che non potrà mai conoscerla. Ora   a Sha Fuming  dispiace anche  non aver stipulato con i  dipendenti  dei contratti lavorativi sebbene lui  e il suo socio avessero ventilato di farli quand’erano  ancora essi stessi lavoratori dipendenti. Egli  ha lavorato tanto, “ senza distinguere la notte dal giorno” rovinandosi  pericolosamente lo stomaco ma riuscendo assieme all’ ex compagno di  lavoro ad aprire quel centro. E’ un bravo amministratore e   gli piace  ora  pavoneggiarsi nel ruolo di “padrone”. Il   socio Zhang Zongqi,    lo considera  affidabile ma ambizioso  a lui quel quell’atteggiarsi a unico padrone  un po’ dispiace ma gli piacciono i soldi,  così essenziali a garantirgli l’autosufficienza, e continua perciò – appartato,   discreto, silenzioso e temporeggiatore-  a fare  anche il maestro di tuina. Le inevitabili contrarietà e le piccole frustrazioni  derivanti dalla comproprietà vengono d’ambedue nascoste  in modo che nel centro tutto possa procedere tranquillamente eppure da un intoppo, piccolo all’apparenza, s’arriverà alle due proposte di divisione del centro. L’apparente causa scatenate è il giusto licenziamento della cuoca ma il grosso problema  di Zhang Zongqi  con il cibo rende la cuoca  intoccabile: solo  di lei  si fida per  mettere qualcosa nella bocca. E’ una sofferenza che viene dall’infanzia quando piccolino  ascoltava con terrore  i rumori provenienti dalla cucina, temeva nel cibo il veleno  minacciato dalla cattiva matrigna   per impedirgli di  riferire al padre la    violenta angheria  subita – quel braccino ritorto. Ci volgiamo ora alla  giovane Xiao Kong , promessa sposa del  dott.Wang, lui,  così solido “lui è la sua stufa”,  la proteggerà; lei  lo ha seguito fiduciosa fin  lì  ma ora   le manca la loro intimità, ne è cosi triste che trasformerà inconsapevolmente la sua tristezza in una sorta  di  civetteria - quei toccamenti  scherzosi così consueti tra i ciechi-  che sconvolgerà i sensi e  il cuore  del giovane  Xiao Ma  facendogli ricordare  sognare antiche farfalle e splendidi  cavalli in corsa. Tra i due fidanzati non sempre è  facile dirsi le cose, ricordiamo il  travisato  ’amplesso,  tempo complessivo   1 minuto!, per noi comico – i vestiti  sparsi disordinatamente che creano difficoltà nel rivestirsi frettoloso -   per loro    squallido che induce  a   emozioni  e considerazioni divergenti. Xiao Kong  poi non ha il coraggio di rivelare alla sua famiglia,  che la vuole  protetta da  uno sposo vedente, la sua relazione; lei  ha avuto nell’infanzia   un padre che non accettava la sua la sua cecità , per questo si ubriacava e sotto l’effetto dell’alcool in una sorta di  amore folle e violento la obbligava a forza  ad aprire gli occhi perche dovevano vedere. Il dott.Wang è il personaggio che apre e chiude  questo libro, forte, serio e perbene,   non brilla nel linguaggio e qualcuno nel gruppo lo percepisce scialbo  e incolore ma nel Centro  è chiamato fratello maggiore per rispetto. E’ tornato a Nanchino dopo aver  perso  in Borsa tutti i risparmi,  li ha giocati per amore, voleva tanto che   Xiao Kong dalle dita fragili  fosse presto  padrona  nel   Centro per il cui acquisto lui aveva risparmiato. Ora invece a Nanchino lavoreranno presso il suo antico compagno di studi Sha Fuming. Ci sorprende  quel  solo scatto di ribellione - è persona  così  tranquilla e scrupolosa-,  l’atto   d'autolesionismo che  trasformerà il suo sangue nel “denaro contante” per  saldare   il pericoloso  debito di gioco dell'irresponsabile fratello. Da lui i debiti sono onorati  ma la rabbia non gli ha permesso di farlo con  i   soldi che sono  il faticoso corrispettivo  di 3333 massaggi ai piedi. Ama moltissimo Xiao Kong  ma ci sono delle incomprensioni, quel   suo essere così parco di parole  e poi  il riserbo tutto cinese non facilita la  comprensione delle diverse interiorità di genere. Nascono  proiezioni di pensieri  che allontanano ma  poi lui con  delicatezza ne aggiusta il tiro, si amano e  ci sono  due paroline magiche  “quanti siamo?” che subito li riavvicinano. E’ così importante per i ciechi essere in coppia, il matrimonio è sostegno reciproco. Sembrano  possibili matrimoni sereni,  l’autore viene a   suggerirci   che dalla  rossa e sensuale  camera  nuziale  ( la  luna di miele  dura un mese!)  esca alla fine anche   ciò che  veramente è importante,  quel  sentimento di intimità familiare  che sembra distinguere  il   matrimonio cinese. I ruoli  sono così  molteplici: marito e  moglie, fratello maggiore  e sorellina, sorella maggiore e fratellino, in cui fortunatamente protezione e obbedienza si alternano. Ma l’aspetto rilevante  che incontriamo tra le pagine del libro,  in un microcosmo che è  pur solidale,  è la solitudine.  Ce la rende visibilissima il dott.Wang  allorquando    all’ospedale glichiedono  informazioni sulla salute di Sha Fumings, in quel momento  si chiede angosciato : “Chi è Sha Fumingf che sta lì dentro?.... e che vive tutti i giorni assieme a  loro,..   una continuità di vita assieme  eppure sono vuoti che vivono accanto ad altri vuoti”,  ne resta cosi ì folgorato da  supplicare  in lacrime  Xiao Kong di sposarlo al più presto. A noi l’autore l’aveva mostrata, la solitudine, così come  le emozioni nascoste, vite sofferte e  gesti che  ugualmente  le incido  cosicchè si possa più facilmente comprendere che ogni vita sarebbe migliore se al coraggioso aprirsi d’un cuore  qualcuno con delicatezza fosse lì  pronto ad ascoltare. 

 

 
Il Centro per la famiglia “Casa Moro” è un'iniziativa realizzata
con il contributo della Regione del Veneto Assessorato alle Politiche sociali, Volontariato e Non profit
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