Libro caffè

Libro caffe

Per chi volesse partecipare, ricordiamo che la data del nostro prossimo appuntamento e giovedì 4 maggio alle ore 20.30 presso Casa Moro, il titolodel libro: Canto della pianura di Kent Haruf.

Autore

Kent Haruf (1943-2014) è stato uno dei più apprezzati scrittori americani Canto della pianura  è stato finalista al National Book Award, è il secondo libro  di una triologia , Benedizione, Crepuscolo.

Trama

Nella cittadina di Holt  le vite si intrecciano le une alle altre, Tom Guthrie insegna storia al liceo e da solo si occupa dei due figli piccoli, la moglie invece passa le sue giornate al buio, chiusa  in una stanza  Victoria Roubideaux  a sedici anni scopre di essere incinta…

Feedback 2 marzo 2017

Un libro che viene dall’Africa  nel nostro ultimo incontro di lettura: “Prudenti come serpenti” della scrittrice  femminista nigeriana Lola Shoneyin.  L’opera, attraverso una quotidianità diversa,  ci viene a parlare di azioni “cattive”   ed emozioni, invece,  universalmente vissute. La scrittura   è apparentemente semplice: un parlato colloquiale schietto,  esilarante,  intriso di  metafore simpaticamente lapidarie.  Il dialogo costruito a più voci parlanti, sapientemente intrecciate  in brevi capitoli, lentamente  ci portano a conoscere  personaggi   completi nella loro imperfetta e sofferta umanità. Dramma di solitudini, ciononostante  molte  risate sgorgano dalla lettura di queste pagine. Un  testo  pur  sollevando al  riso sornione  accusa  pesantemente un mondo ancora  culturalmente arretrato. E’ contro la poligamia che ancor oggi in Nigeria affligge il 33% delle donne; perché se non sei sposata e non hai una numerosa prole non sei considerata,  rimani un “fantasma che vaga nel mondo”.

La lettura  di Prudenti… ha riscosso grande successo   e il dibattito - con la dovuta attenzione alla misera condizione femminile è  stato poi  ilare e oltremodo spassoso. Ah! Quel povero superdotato  Baba Segi! 

Tutto comincia nella città di Ibadan con l’ingresso  di Bolande, giovane  laureata, nella casa di Baba Segi voluminoso, bonario e ricco  commerciante di mezz’età; è una casa ricca di stanze, di mogli, di figli e di analfabetismo:  lei è la quarta moglie.Vi è entrata per guarire un pesante segreto –lo stupro subito a quindici anni- che la fa sentire sporca e fallita;  lo sposa  perché  lui non  fa domande. Anche quella casa ci sono segreti importanti   ma l’invidia  fa si che a lei non siano svelati: è laureata e ciò infastidisce molto  la  1° moglie, la saggia madre  della casa, che teme d’essere guardata con “il naso all’insù”.  La 3° moglie, l'’ex preferita, è furiosa perché è stata scalzata, la 2° è vilmente  impotente. Dispetti continui, velati e non, le rendono la vita difficile,  le mogli vogliono che se ne vada,  lei non conosce il segreto e non potrà perciò  mai procreare  quei    figli  che per Baba Segi sono la cosa più importante “i figli possono rendere completa la nostra permanenza in questo mondo”. Egli è padre   orgoglioso di sette virgulti  che sono   germogliati, incredibilmente, dal suo vuoto seme (spermatozoi 0). Bolande è lì per  espiare,  sopporta con umile pazienza  ogni   angheria e  resiste. Trascorrono   due anni  e   il mal di pancia di  Baba Segi –ogni forte emozione  provata è da lui calmata attraverso gli  orifizi del corpo che velocemente travasano-  avvisa che la  sua pazienza è scaduta “   l’utero di mia moglie va curato”. Sfortunatamente  Bolande è  una laureata  e Baba Segi si vede costretto a portarla  da un vero ginecologo. Grandissima  è la  preoccupazione nella casa,  Iya Segi e Iya Femi  decidono  di sopprimerla, disgraziatamente però al posto di Bolande muore avvelenata Segi la figlia della madre della casa Iay Segi. Alla fine fra tragicomiche scene all’interno dell’ospedale, la rabbia, il dolore e la paura tra le mura di casa la verità si manifesta interamente a Babà Regi e a Bolande. E  avendo lei  diritto ad avere figli  potrà tornarsene alla casa  dei genitori, libera finalmente anche da quell’autopunizione e dall’obnubilamento che le aveva permesso  di vivere in quella casa  culturalmente  così arretrata. Adesso anche se “donna di seconda mano”  potrà riprendere una strada sua . Le altre  mogli perdonate –perché  la virilità deve essere protetta dalla vergogna –sono severamente punite nelle loro libertà da  Baba Segi,  che continuerà a  prendersi cura di loro ma dovranno resterare  in quella casa   senza “andare da nessuna parte”.

Per il gruppo tutti i comportamenti nei personaggi sono negativi, si salva Akin il primo figlio maschio di Babà Regi, responsabile e gentile, e i due medici del fatiscente ospedale  competenti che si muovevano con paziente umanità e preoccupazione verso persone culturalmente inferiori. Forse Babà Segi, che l’animo non aveva cattivo,  in un altro contesto ambientale non sarebbe stato  il “compratore di donne” come’ è stato definito da un nostro lettore. D’altra parte molta della cattiveria che quelle donne mettono in atto  emana  dai malanni che la cultura maschilista  ha cagionato a loro. Abbiamo riconosciuto  in questo testo  figure femminile, sebbene costrette alla manipolazione,  superiori per intelletto, forza e determinazione alle  controparti maschili e ravvisato  come la sessualità  sia tranquillamente vissuta da entrambi i generi.

Vediamoli dunque questi personaggi.

Di Bolante, è stato detto che troppo sopportava. La sua unica vendetta...  le ciotole sbeccate,  che  infastidivano tanto  Babà Segi, rappresentazione della propria “imperfezione”.  Chi era stata Bolande? Una brava bambina intelligente e diligente, la perfetta “figlia prediletta” di una madre  severa e dittatoriale – non accetta il  matrimonio con il poligamo analfabeta, lo vive come un tradimento-. Lei si era era “rotta  la schiena” per   permetterle l’Università e aveva anche proiettato in Bolande  la realizzazione dei  propri sogni di una vita ricca e agiata.  Bolande  è una figlia che ha paura di parlare e deludere – ormai  è una scodella sbeccata- se ne va allora,  sposa l’analfabeta e si punisce.

Iya Segi, il  grosso “rospo”che viene  dallo stesso paese di Baba Segi, è la 1° moglie ed era la bimba grassa di una grassa madre single abbandonata. Come la madre è una grandissima lavoratrice, da questa è indottrinata  al  disprezzo per  gli uomini,  utili solo per il seme  che da figli. Quasi lesbica, intraprendente affarista, ancora fanciulla ha messo da parte  il gruzzolo per comprare la terra e costruirvi una grande casa  “volevo un posto tutto per me”; ciò non le è consentito in quanto donna, umilierebbe troppo  attirandosi venfdette.  Seguirà a Ibadab i suoi  amati soldi  – l’hanno fatta sposare “bisogna fare figli   il mondo non ha pazienza con le zitelle”-  che  sono  stati sotratti passando dalle mani  delle due madri nelle tasche dell’inconsapevole Baba Segi, il Suo Signore a “cui legge nel cervello”; costantemente e con sottile astuzia raggira gli uomini “sono come i tuberi d’igname, li tagli come vuoi tu”. E’ decisa ad aspettare con pazienza la morte di Baba Segi per recuperare i suoi soldi  e con essi la libertà di coronare il suo sogno: tornare al paese e ricostruire al posto della sua misera casupola un bell’edificio di quattro piani. Ora possiede vari negozi ed è la Madre della casa, dove  le altre mogli sono “umili domestiche che non vedono l’ora di ricevere una carezza gentile” lasciando credere al marito   d’essere  lui ad  avere tutto sotto controllo. A suo tempo, capita  l’impotenza generativa del marito,  ha provveduta a procurarsi il seme altrove, facendosi mettere incinta due volte dall’autista di casa.  Diffida della laurea di Bolande ed  esaspera la sua cattiveria fino a diventare assassina involontaria di sua figlia e  così , soppraffatta dal rimorso, confesserà tutti gli inganni. Sarà declassata a serva, privata del patrimonio che aveva accumulato  e il suo  sogno di libertà sarà cancellato.

Anche Ida Tope viene dalla campagna, è la 2° moglie ed è stata ceduta dal  padre a Babà Segi come risarcimento di un raccolto mancato come fosse  stata “un tubero con occhi, braccia…” è una donna infantile che dice di sé stessa  “pensavo come una bambina e mi divertivo a fare giochi infantili”, prima strappava con cura le erbacce mentre ora fa treccine ai capelli delle bimbe di casa. Indolente, apatica, ma capace di  grandissimo trasporto sessuale per il macellaio a cui Iya Segi l’aveva indirizzata  dopo averle svelato  il segreto delpadre delle  sue due figlie. Le piacerebbe  accettare l’amicizia che la gentile Bolande  le offre,  disdegna i comportamenti delle altre due mogli di cui  ha paura, è compassionevole ma vile perché la sua sopravvivenza è nelle mani  della  Madre della casa che distribuisce le scorte settimanali di cibo.

Ida Femi, 3° moglie è vendicativa e determinata. E’ stata  la più maltrattata dalla vita, ora  truccata, ingioiellata ed elegante si sente Regina e vuole essere risarcita. E’ stata derubata  dallo zio alla morte di entrambi i genitori, lei in quanto femmina non eredita; è stata defraudata della promessa scolarità,  portata in città e venduta ancor bimba come  serva-schiava –un tappettino nel sottoscala il suo letto – . Nonna, la sua facoltosa padrona , è una donna cattiva  e lei subisce per quindici anni poi gli occhi le si aprono e cambia. L’incontro con un predicatore cristiano  le ha dato un conforto vendicativo:  prega e manda a crogiolarsi nel fuoco dell’Inferno  tutti tutti quelli che odia e che le fanno del male. Si muove come  Dio vuole “siamo Prudenti come serpenti” e poichè Bolande, prendendo il suo posto, le ha fatto del male, è malvagia e sarà punita. Alla casa rubata dalla zia, la sua casa,  darà fuoco; quando scapperà dalla casa di nonna  per offrirsi sposa a Baba Segi  ne ruberà  i gioielli. Sarà a suo modo riconoscente  a Baba Segi –cucinerà i suoi piatti preferiti- –per averle dato una stanza tutta per sé e un materasso che la fa dormire sulle nuvole, considera invece deludenti e massacranti  le turnazioni serali che  Baba Segi le riserva, ricorrerà per trarre  conforto e piacere  a Tunde il figlio di  Nonna che la lascerà incinta ancor prima che Iay Segi le sveli il  suo segreto. Qual era il suo sogno? Intanto dare ai suoi figli tutto quello che non era stato dato a lei e poi un giorno, orgogliosa, a portarli  davanti a Nonna svelandole che erano i  suoi nipoti. Ma la morte di nonna la sbeffeggia, Tunde si eclissa e lei assassina e traditrice assieme  ai suoi figli potrebbe essere cacciata di casa.  Rimarrà, invece, con i suoi vestiti e gioielli, senza rossetto  e preghiere, sola,  relegata tra le mura di Casa Alao.

Baba Segi, mastodontico e ingenuo marito, con il debole per le donne “le accoglie tutte”  solo Bolande ,  l’ ha voluto proprio lui  - le aveva persino concesso la poltrona delle madri-.  Poi  è arrivato a scaricarle solo il seme, da lei voleva il figlio. In quella tipologia di matrimonio sembrerebbe  che  solo  l’aspetto sessuale - equamente suddiviso nelle cure notturne- e che  le donne della casa disdegnano  sia l’aspetto deficitario, manchevole di Baba Segi. Eppure ha una possanza fisico –sessuale esorbitante, ma è talmente maldestro e goffo quanto  poderoso e superdotato che non sa dar piacere, ma dolore massacrante. E’ un ripetitivo martello pneumatico –ridendo è definito da un lettore un Pick up -, solo  quello sa fare come risulta dalla spassosissima  scenetta  della masturbazione -da lui  sconosciuta –necessaria  all'esame degli spermatozoi. Lui ha sempre cercato  d’essere un buon marito “poligamo” molto generoso e permissivo, attento a ogni rientro a salutare ogni moglie e figlio in ordine decrescente; poi ferito e affranto –la testa inclinata,  le sue lacrime toccavano terra con un suono impercettibile,  scopre che la sua vita  non è stata che un’ombra. Ma  non scaccerà le mogli traditrici ne i  figli non suoi, e permetterà a Bolande di andarsene  sia  perché la vergogna lo rende vile alle chiacchere  sia perché quei figli  li ama  – il dolore per la morte della figlia  Segi  lo dimostra-  perché è stato lui a sceglierne i nomi, “i figli sono di chi li cresce” , la carezza sulla testa di Akin dopo il funerale ne conferma la paternità.

Anche le altre figure maschili  non splendono in quest’opera: Tiau, l’autista di Baba Segi  - seme dei primi figli-    giustifica la sua scorrettezza e il lungo  opportunismo con la  scusa della povertà; il saggio Maestro cui  sempre ricorre   BabaSegi per consigli  si rivela un invidioso impotente; il padre insegnante e bevitore  di Bolande  è debole  sostegno paterno  di fronte alla collerica forza della moglie. Il  ricco giovane  Segun -  è un distaccato e altezzoso   classista.

Quale altra considerazione ai nostri occhi occidentali è emersa dalla lettura del poligamico matrimonio   di Baba Segi, poligamia nata,   si dice, per prendersi cura delle donne e   un effettivo prendersi cura  c'è: economicamente e sessualment , manca  però la cura affettiva  -nessun accenno all'amore , non è tenuto presente ne considerato-  è per questo  forse che pur nelle numerose presenze in quella casa ognuno rimane isola.

 

.

 

 
Il Centro per la famiglia “Casa Moro” è un'iniziativa realizzata
con il contributo della Regione del Veneto Assessorato alle Politiche sociali, Volontariato e Non profit
Contributo Regione Veneto  Veneto Famiglia